WhatsApp, tanti utenti, ma spuntano i problemi di privacy
WhatsApp, tanti utenti, ma spuntano i problemi di privacy

WhatsApp, tanti utenti, ma spuntano i problemi di privacy

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WhatsApp passerà alla storia per aver accelerato, enormemente, il “pensionamento anticipato” degli sms, almeno per come li conosciamo noi. Tuttavia pare che l’applicazione non sia per niente sicura.

La notizia certamente non è nuova e quel che sorprende è che l’azienda che l’ha sviluppato (una piccola startup di San Francisco) non sia ancora corsa ai ripari.

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Sam Granger, sviluppatore web noto in tutto il mondo e che ha un suo blog molto seguito ha spiegato come un qualunque hacker mediamente capace possa riuscire a rubare uno o più account di Whatsapp. Il problema principale è che il sistema non richiede un vero processo di registrazione.

L’utente inserisce il suo numero di cellulare e da il consenso affinchè sia conservato negli elenchi di WhatsApp. Il nome utente diviene quindi il numero di telefono, mentre per generare la password WhatsApp usa il codice Imei del telefono (almeno su dispositivi Android).

E per generare la password fa ricorso ad un algoritmo (MD5) da tempo noto per essere facilmente “superabile” da chiunque abbia un minimo di competenze. Quindi chiunque conosca l’Imei di un telefono, può ricavare la password. Senza stancarsi troppo.

Più in generale WhatsApp non ha mai fatto della sicurezza un “punto forte”. Fino a poco tempo fa l’app era soggetta ad una falla ancor più “imbarazzante”; infatti accadeva che chiunque fosse collegato alla stessa rete wireless di intercettare i messaggi di altri utenti.

In rete era anche possibile scaricare un software capace di “completare” il processo di intercettazione. Abbastanza per continuare a tenere alta l’apprensione dei tantissimi utenti che comunque non intendono rinunciare alla loro app preferita.

WhatsApp, un successo!

L’applicazione “principe” della messaggistica istantanea, Whatsapp, ha ormai raggiunto statistiche e livelli da capogiro che non sono soltanto merito della grandissima diffusione raggiunta attraverso smartphone di fascia alta come l’iPhone ma anche dei moltissimi terminali che girano con sistema operativo Android ed acquistabili ad un prezzo decisamente più basso.

La società che gestisce Whatsapp in questi giorni ha annunciato di aver processato, in appena 24 ore, 4 miliardi di messaggi in ingresso ed oltre 6 miliardi in uscita, per un totale (anche se un pò “fittizio”) di ben 10 miliardi di messaggi.

Il servizio già da tempo viene individuato tra le principali cause di declino di alcune importanti compagnie telefoniche, ma c’è poco da fare, il numero di utenti è in crescita continua, e per molti ormai i vecchi sms sono una cosa del passato.

Discorso diverso per i gestori di Whatsapp che invece ritengono come “l’obbligo” di avere una connessione dati per usufruire della messaggistica fornita sia invece qualcosa del tutto a vantaggio delle compagnie.